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GIOCHIAMO CON LE TERZINE DANTESCHE

A CURA DELLA II A
In seconda media inizia lo studio della letteratura italiana; già di per sé la novità crea qualche problema di metodo e se a ciò aggiungiamo che il primo autore è Dante Alighieri…di solito sono pene dell’inferno per alunni e professore! E invece, provando a imitare Dante, come in un gioco di specchi dove sovrapporre epoche, questioni, linguaggi, tecniche poetiche e tanta fantasia, ecco che anche le noiose-per l’alunno-, ma sublimi-per il professore-, terzine dantesche fuoriescono magicamente dal cilindro di giovani artisti della parola e ci parlano di mali moderni come il “consumismo”, l’“indifferenza”, l’“inquinamento”. Più che artisti, a ben leggere i versi, si tratta di veri e propri funamboli della tecnica poetica, sospesi tra una rima e una sinalefe, sempre in bilico sul conteggio delle sillabe…! Eppure ce l’hanno fatta! Dante non è stato poi così lontano e difficile, anzi si è prestato al gioco ed è sceso con loro in campo nella tenzone poetica, grande poeta tra “piccoli” poeti che da lui ancora hanno preso potente e immaginifica ispirazione. 

In una società in cui la forza della fantasia è infiacchita dall’uso sconsiderato di produttori d’immagini iper- tecnologiche e irreali, la capacità, da parte degli alunni, di farsi produttori-sani d’immagini tratte da questioni reali, è significato per me, docente-don Chisciotte, la speranza che non tutto è perduto di un mondo lontano in cui l’anima deteneva il suo primato….

Con riconoscenza e affetto per gli alunni della II A dell’anno scolastico 2009-2010

                                                      La prof.ssa Francesca Gorruso